Duomo
Il duomo, dedicato a San Settimio, fu costruito tra il Duecento
e il Quattrocento; la facciata e l'interno a croce latina sono state
rifatte.
Palazzo Balleani
Il palazzo Balleani è un esempio di barocco locale, venne realizzato
a partire dal 1720 su disegno dell'architetto romano Francesco Ferruzzi.
Sull'elegante
facciata, dagli spigoli arrotondati, è una caratteristica balconata
barocca con ringhiera in ferro battuto, sorretta da quattro possenti
telamoni, realizzata nel 1723 dal ravennate Giovanni Toschini. L'interno
colpisce per la ricchezza delle sale con i soffitti dai leggerissimi
e raffinati stucchi dorati, eseguiti da diversi artisti, tra cui
i decoratori Giuseppe Confidati, Antonio Conti, Marco d'Ancona,
Orazio Mattioli e il pittore Giovanni Lanci.
San Floriano
Il convento settecentesco di San Floriano presenta una cupola di
forma bizzarra, alla quale si affianca la grande chiesa ampiamente
decorata all'interno.
Mura
Le mura racchiudono il nucleo medievale della città. Sono trecentesche,
costruite sul tracciato delle mura romane: restano le sei porte
e le torri.
San Marco
La chiesa di San Marco sorge poco fuori del centro storico. Gotica
e duecentesca, nell'interno, a tre navate, conserva un affresco
del Trecento di scuola riminese.
Palazzo della Signoria
Il palazzo della Signoria fu costruito nel tardo Quattrocento; la
torre, il portale e il cortile porticato sono fra gli elementi più
interessanti.
Palazzo Ricci
Il palazzo sorge sull'area Rocca pontelliana, fra l'Arco del Magistrato
e Piazza Spontini, con il prospetto posteriore che da sulla Piazza
della Repubblica e sul quale si eleva una facciata neoclassica,
ricavata a seguito della demolizione del Torrione meridionale della
Rocca, avvenuta nel 1890. Fu voluto dal conte Vincenzo di Costantino
Ricci che ne affidò l'esecuzione, nel 1544, a Giovanni di Bellinzona
e Pierantonio di Baldassarre da Carena. I lavori vennero terminati
nel 1547 dai costruttori jesini Guido di Giovanni e Giovanpietro
di Beltrani. Il palazzo si caratterizza per la facciata a bugnato
con pietre tagliate a forma di diamante, sull'esempio del prestigioso
Palazzo dei Diamanti di Ferrara e del più vicino Palazzo Mozzi di
Macerata, realizzato pochi anni prima, e al quale il Ricci si ispirò
probabilmente per la sua residenza jesina. Completa l'edificio un
porticato a sei arcate che alleggerisce la struttura.
Teatro Pergolesi
Il Teatro Pergolesi (già della Concordia) venne costruito nel 1790,
in un'area occupata da piccole botteghe in Piazza della Repubblica,
allora "della Morte", ceduta dal Comune alla Società della Concordia
nel 1790. Fu inaugurato nel 1798, in piena occupazione francese,
con due opere del Cimarosa, La Capricciosa corretta e Il Principe
Spazzacamino, che vennero cantate dal soprano pesarese Anna Guidarini,
madre di Gioacchino Rossini, in un teatro disertato dalla nobiltà
jesina per paura di rappresaglie da parte dei giacobini. Nel 1883
il teatro cambiò nome, perdendo quello originale della Concordia
e assumendo quello del musicista jesino Giovanni Battista Pergolesi;
venne poi ceduto definitivamente dalla Società al Comune nel 1933.
Palazzo Pianetti
Il palazzo Pianetti fu costruito alla metà del Settecento ed è un
capolavoro del rococò italiano. La lunghissima facciata è aperta
da cento finestre, mentre sul lato posteriore vi è un bellissimo
giardino all'italiana. All'interno è ospitata la pinacoteca, di
grande rilievo sono alcune pitture di Lorenzo Lotto: Visitazione
(1530), Annunciazione, Madonna col Bambino e santi, San Francesco
che riceve le stimmate (1526), San Gabriele, Annunciata (1526) e
il suo capolavoro, Santa Lucia davanti a Pascasio (1531). Vi sono
custodite, inoltre, epigrafi funerarie, terrecotte robbiane, vasi
da farmacia e ceramiche.
Santa Maria delle Grazie
La chiesa di Santa Maria delle Grazie, del Quattrocento ma con il
campanile del XVII secolo, custodisce all'interno l'immagine della
Madonna della Misericordia, affresco attribuito ad Antonio da Fabriano.
San Nicolò
San Nicolò, chiesa del Duecento, ha abside romanica e portale gotico.